Provincia di Alessandria: Storia
Ritrovamenti testimoniano che nell'antichità, il territorio occupato oggi dalla provincia di Alessandria, fu abitato già in epoca neolitica. Nella zona di Casalbagliano, nei pressi di Alessandria, in località cascina Chiappona, elementi in bronzo (media età del Bronzo, 1450-1350 a.C.) sono stati recuperati nel ritrovamento più antico nell'Italia settentrionale della Cultura dei campi di urne. All'interno dell'urna erano conservati i resti cremati e gli elementi del corredo metallico, ossia un pugnale, uno spillone e un elemento di copricaviglia in bronzo dalla tipica forma a doppia spirale che evidenziano una stretta relazione con l'area danubiana.
Area d'influenza proto-celtica-Halstattiana, abitata dalle popolazioni Celto/liguri autoctone dei Marici nell'alessandrino e dei liguri Statielli nell'area di Acqui e di Tortona prima e da popolazioni celtiche transalpine che invasero l'Italia settentrionale poi.
La presenza gallo-ligure della zona è anche testimoniata dagli idronimi Tanaro e Bormida e da alcuni toponimi come Pietra Marazzi e forse Marengo. Nel III secolo a.C. passò sotto il controllo di Roma. Fece parte della Regio IX Liguria. Importanti centri furono Libarna e i centri di Forum Fulvii, Derthona e Aquae Statiellensium.
Divisa per secoli tra i Feudi Imperiali genovesi, la Repubblica di Genova, il Marchesato/Ducato del Monferrato e il Ducato di Milano.
Nel 1708 il Ducato del Monferrato (con Casale Monferrato e Acqui Terme) passò ai Savoia; nel 1707 Alessandria e nel 1734 il Tortonese, dopo quattro secoli di appartenenza al Ducato di Milano, passarono ai Savoia; nel 1815 passò tutto il Novese già parte dei Feudi Imperiali e della Repubblica di Genova insieme ad Ovada (tutte già parte della Repubblica Ligure) ai Savoia.
L'odierna provincia fu istituita con regio decreto n. 3702 del 23 ottobre 1859, la cosiddetta Legge Rattazzi, dall'unione delle province (1818) di Alessandria, Tortona, Casale, già appartenenti alla divisione di Alessandria, Asti, Acqui e Novi, quest'ultima sottratta alla divisione di Genova.
Nel 1878 prese Isola Sant'Antonio dalla provincia Pavese, nel 1880 acquisì dalla provincia di Genova il comune di Pareto.
Durante il fascismo nel dicembre 1926 i comuni del mandamento di Gavi (Gavi, Voltaggio, Parodi Ligure, Carrosio e Fraconalto) tentarono inutilmente di passare sotto la provincia di Genova, ma a causa dell'opposizione del prefetto di Alessandria la cosa non andò in porto..
Nel 1935 perse il territorio di Asti e parte del territorio di Acqui, che formò la nuova provincia di Asti.
Il 1º maggio 1945 gli abitanti di Fraconalto spostarono il cippo di confine alla Bocchetta e lo portarono al confine con il comune di Voltaggio, dove i voltaggini, poi i carrosiani e infine i gaviesi lo portarono fino al confine con il comune di Serravalle Scrivia, però i serravallesi dissentirono e da allora la questione dell'appartenenza al Piemonte di quelle terre non è più stata riaperta.
Oggi la provincia di Alessandria comprende 187 comuni. Per estensione è la terza provincia del Piemonte, dopo Cuneo e Torino.
Il comune di Voltaggio è comune onorario della città metropolitana di Genova per i legami culturali, linguistici e storici con il capoluogo ligure.
Stemma
Lo stemma è stato concesso con Regio Decreto di re Vittorio Emanuele III del 24 marzo 1912. …