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Provincia di Avellino: Storia

Provincia di Avellino: Storia

La provincia di Avellino fu proclamata quale parte del Regno d'Italia il 17 dicembre 1860, all'indomani della conquista garibaldina. Tale divisione amministrativa coincideva inizialmente con il territorio della precedente provincia di Principato Ultra (detta anche Principato Ulteriore), quest'ultima appartenente dapprima al Regno di Napoli e poi al Regno delle Due Sicilie.
L'anno successivo, in vista della creazione della confinante provincia di Benevento, la provincia di Avellino dovette cedere 29 comuni (18 dei quali sottratti al distretto di Avellino, i rimanenti 11 al distretto di Ariano) alla costituenda provincia, ricevendo però in compenso i territori del Baianese-Vallo di Lauro (distaccati dall'allora provincia di Terra di Lavoro), i comuni dei circondari di Montoro e Calabritto (dalla vicina provincia di Principato Citra), nonché il reintegro dalla provincia di Capitanata di molti di quei comuni che il Principato Ultra aveva dovuto cederle nel 1811 quale compensazione per la perdita del contado di Molise. Inoltre, anche il comune di Orsara (che pure in precedenza non aveva fatto parte del Principato Ultra) passò dalla Capitanata alla provincia di Avellino.
Nel 1927 ebbe inizio un nuovo rivolgimento amministrativo: la provincia di Avellino dovette infatti cedere alla provincia di Foggia non soltanto la suddetta Orsara (nel frattempo ridenominata Orsara Dauno-Irpina) ma anche il comune di Accadia, mentre due anni più tardi pure Anzano degli Irpini e Monteleone di Puglia passarono alla medesima provincia pugliese; inoltre, nel 1940 il comune di Rocchetta Sant'Antonio fu anch'esso ceduto alla provincia di Foggia. L'ultima modifica di confine ha riguardato il comune di Sant'Arcangelo Trimonte, fino al 1978 appartenente alla provincia come isola amministrativa all'interno del territorio della provincia di Benevento, quindi passato a quest'ultima.

Stemma

Lo stemma, riconosciuto con Decreto del Capo del Governo, Primo Ministro, Segretario di Stato Benito Mussolini del 14 marzo 1938, ha la seguente blasonatura:

Gonfalone

Bandiera
La descrizione della bandiera, concessa con Decreto del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi del 24 febbraio 2003, è la seguente:

== Monumenti e luoghi d'interesse ==

Ad Atripalda vi è la chiesa madre di Sant'Ippolisto Martire (attestata fin dall'XI secolo da varie fonti, tra le quali la scritta sul sarcofago di San Sabino che attestava l'esistenza di una grotta per i martiri) d'epoca tardo-paleocristiana, al cui interno è custodito lo specus martyrum, una catacomba destinata ai martiri avellinesi.
Presso Ariano Irpino, nel tardo medioevo furono fondati il santuario di San Liberatore, su un colle interamente rivestito di oliveti, e il santuario della Madonna di Valleluogo, in una vallata ricca di alberi secolari; quest'ultimo venne eretto dopo che la Madonna era apparsa a una pastorella nelle adiacenze di un mulino ad acqua, tuttora esistente e visitabile. …

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Quelle: Text: Wikipedia – „Provincia di Avellino“, Autorinnen und Autoren (Versionsgeschichte), CC BY-SA 4.0 · Foto: Famik.89, CC BY-SA 4.0 – Wikimedia Commons