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Provincia di Arezzo: Storia

Provincia di Arezzo: Storia

La provincia di Arezzo deriva dall'omonimo compartimento del Granducato di Toscana, nato nel 1825 con l'unione di comuni già parte dei compartimenti di Firenze e Siena. Con l'annessione al Regno d'Italia, nel 1860, vennero ceduti alla provincia di Siena i comuni di Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, Sarteano, Sinalunga e Torrita di Siena. Nel 1863, la richiesta di annessione da parte del comune di Città di Castello e di altri comuni del mandamento non divenne esecutiva a causa della contrarietà di alcuni comuni interessati. La provincia nacque ufficialmente il 20 marzo 1865.
Nel 1927 vennero invece ceduti alla provincia di Perugia i comuni di Monte Santa Maria Tiberina e Monterchi, quest'ultimo tornato nel 1939 alla provincia di Arezzo in seguito alle proteste della popolazione.
Dal 1º gennaio 2014, i 39 comuni della provincia divennero 37, in quanto si costituirono i nuovi enti di Pratovecchio Stia (dalla fusione di Pratovecchio e Stia), in Casentino e di Castelfranco Piandiscò (dalla fusione di Castelfranco di Sopra e Pian di Scò). Dal 1º gennaio 2018, i 37 comuni della provincia diventano 36, in quanto si costituisce il nuovo ente di Laterina Pergine Valdarno (dalla fusione di Laterina e Pergine Valdarno), in Valdarno.

Stemma

Lo stemma provinciale, concesso da re Vittorio Emanuele III con il regio decreto del 30 agosto 1914, riporta la seguente blasonatura:

Gonfalone

Bandiera

Motto

Il motto della provincia è Intra Tevero et Arno (Tra il Tevere e l'Arno).

== Cultura ==

A Pratovalle viveva Sabino o Savino Fiacchini, che era il bisnonno del cantautore Renato Zero, il cui vero nome è Renato Fiacchini. L’abitazione della famiglia Fiacchini, che era presente a Pratovalle fin dal XIX secolo, di cui Sabino o Savino Fiacchini fu l’ultimo discendente a vivere nel paese, fu danneggiata, durante la Seconda guerra mondiale, da un bombardamento tedesco e si trovava all’interno del borgo. In particolare era affacciata sull’attuale largo Videschi. Dopo il conflitto rimasero solo dei ruderi e, su di essi, furono ricostruite due case.

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Quelle: Text: Wikipedia – „Provincia di Arezzo“, Autorinnen und Autoren (Versionsgeschichte), CC BY-SA 4.0 · Foto: Pil56, CC BY-SA 3.0 – Wikimedia Commons