Provincia di Viterbo: Storia
=== Antecedenti amministrativi ===
L'istituzione della provincia di Viterbo nel 1927 si inserì in una tradizione amministrativa territoriale precedente all'Unità d'Italia. Durante lo Stato Pontificio, Viterbo aveva infatti svolto funzioni di capoluogo nell'ambito del Patrimonio di San Pietro in Tuscia, conservando un ruolo amministrativo sovralocale anche dopo la parentesi dell'amministrazione napoleonica.
Dopo l'annessione di Roma e del Lazio al Regno d'Italia nel 1870, il territorio viterbese fu compreso nella provincia di Roma. Viterbo divenne sede dell'omonimo circondario, una circoscrizione amministrativa dipendente dalla sottoprefettura locale. Tale organizzazione rimase in vigore fino al riordinamento delle circoscrizioni provinciali attuato nel 1927.
La provincia di Viterbo fu istituita dal governo fascista nell'ambito della generale riorganizzazione delle circoscrizioni amministrative dello Stato disposta con il regio decreto-legge n. 1 del 2 gennaio 1927. Il provvedimento istituì diciassette nuove province e stabilì espressamente che quella di Viterbo, con capoluogo nella città omonima, comprendesse i comuni appartenenti al precedente circondario di Viterbo. Lo stesso provvedimento soppresse contemporaneamente i circondari e le sottoprefetture, facendo quindi venir meno la precedente circoscrizione viterbese e trasferendone il territorio alla nuova provincia.
Al momento della costituzione la nuova circoscrizione comprendeva i 60 comuni dell'ex circondario di Viterbo. Le successive aggregazioni comunali interne ne ridussero tuttavia rapidamente il numero. Sulla base del censimento del 1921, il territorio attribuito inizialmente alla provincia contava 200 074 abitanti e si estendeva per 302 328 ettari.
La delimitazione della provincia fu modificata già nello stesso anno. Con il regio decreto-legge n. 468 del 31 marzo 1927, il comune di Monte Romano, appartenente all'ex circondario di Civitavecchia, fu distaccato dalla provincia di Roma e aggregato a quella di Viterbo.
Un ampliamento più consistente avvenne l'anno successivo con la legge n. 2735 del 2 dicembre 1928, recante Ampliamento della Provincia di Viterbo. Furono trasferiti alla provincia di Viterbo i comuni di Montalto di Castro e Tarquinia, appartenenti all'ex circondario di Civitavecchia, e quelli di Monterosi, Nepi, Oriolo Romano e Sant'Oreste, precedentemente compresi nell'area amministrativa romana.
La circoscrizione così definita non coincideva ancora completamente con quella attuale. Sant'Oreste rimase infatti nella provincia di Viterbo fino al 1941, quando fu nuovamente aggregato alla provincia di Roma.
Parallelamente alla definizione dei confini provinciali furono effettuate numerose modifiche delle circoscrizioni comunali. Con il regio decreto n. 866 del 9 aprile 1928, furono soppressi e aggregati diversi comuni: Bagnaia, San Martino al Cimino e gran parte di Grotte Santo Stefano furono incorporati nel comune di Viterbo, mentre altre porzioni territoriali furono attribuite a Graffignano e Celleno. …