Provincia di Lodi: Storia
Sebbene istituita nel 1992, le origini storiche di questa provincia ben inserita in una tipologia ambientale omogenea di bassa pianura e delimitata da grandi fiumi, risalgono almeno a 2 millenni fa.
Il primo riconoscimento giuridico si ebbe nell'89 a.C. con Gneo Pompeo Strabone, il quale concesse la cittadinanza latina agli abitanti di Laus Pompeia, mentre nel 49 a.C. Giulio Cesare concesse agli stessi la cittadinanza romana. Il territorio era conosciuto come ager laudensis.
Nel 374 nacque la diocesi di Lodi, dando al territorio Lodigiano unitarietà sotto la rispetto religioso.
Nel basso Medioevo furono avviate importanti opere di bonifica delle estensioni paludose presenti in buona parte del territorio tramite consistenti opere di ingegneria idraulica, che resero il Lodigiano una delle terre maggiormente fertili dell'intera Europa.
Nei secoli successivi all'età dei comuni, al territorio venne riconosciuta dai vari dominatori una certa libertà amministrativa, ad esempio tramite l'istituzione del contado di Lodi. Nel XIII secolo Piacenza espanse i propri domini verso nord: i territori di San Rocco al Porto, Guardamiglio e Fombio entrarono a farvi parte nel 1225, seppure si trovassero alla destra orografica del Po già in epoca altomedievale; la zona di Caselle Landi fu annessa invece nel 1262, mentre Retegno fu a lungo conteso fra Piacenza e Lodi. Nel 1492 gli abitanti di Codogno ottennero lo status di cittadini di Piacenza.
Solamente con l'inizio della dominazione austriaca, nel XVIII secolo, si assistette ad un riconoscimento delle peculiarità del territorio Lodigiano che portò il contado ad essere elevato in provincia nel 1757, assumendone formalmente il nome nel 1786, a seguito della riforma amministrativa voluta da Giuseppe II.
Dopo la parentesi napoleonica, durante la quale venne prima costituito il dipartimento dell'Adda nel 1797, dipartimento poi annesso al dipartimento dell'Alto Po con capoluogo Cremona, nel 1816 venne ripristinata la provincia, che acquisì anche il territorio Cremasco e prese il nome di provincia di Lodi e Crema.
Nel settembre 1859 il governo del Regno di Sardegna, al quale tre mesi prima era stata annessa la Lombardia, decise, tramite il decreto Rattazzi, l'abolizione dell'ente provinciale. A partire da quel momento vennero avanzate a più riprese richieste al governo italiano per chiedere la ricostruzione della provincia, che, tuttavia, non venne ricreata: il territorio lodigiano fu degradato a circondario della provincia di Milano, anch'esso, poi, soppresso nel 1927 insieme a tutti gli altri circondari italiani.
Durante il secondo dopoguerra il Lodigiano, territorio che durante il ventennio fascista era passato attraverso una fase di stasi, iniziò il recupero delle tradizioni e dell'identità locale: alla fine degli anni quaranta venne costituita l'ATSIL, associazione di tutela e sviluppo del Lodigiano, mentre nel 1959 nacque il progetto di costituire un consorzio tra i comuni lodigiani nell'ambito della provincia di Milano; questo consorzio verrà effettivamente costituito il 4 maggio 1965 con decreto prefettizio.
L'ipotesi di concedere maggiore autonomia al territorio iniziò a prendere piede dal 1970, a seguito della costituzione delle regioni. …