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Provincia di Oristano: Storia

Provincia di Oristano: Storia

La presenza umana nel territorio della provincia di Oristano può essere datata intorno al Neolitico, con il ritrovamento di materiale litico proveniente da vari siti archeologici del territorio. Il Monte Arci in particolare era il sito dal quale si ricavava l'ossidiana, utilizzata per la realizzazione di punte di lance, utensili vari e monili. Il periodo nuragico vide, come in tutta la Sardegna, lo sviluppo delle architetture tipiche di quella civiltà. I siti nuragici più importanti e meglio conservati sono quelli di Santa Cristina di Paulilatino e nuraghe Losa ad Abbasanta. Il territorio della provincia è comunque molto ricco delle vestigia dell'antica civiltà e ogni comune può vantare il proprio sito archeologico, nuraghe, tomba dei giganti o domus de janas.

Lungo la costa si svilupparono gli insediamenti di Tharros e Cornus. Il primo, di origine fenicia, venne rimodellato in seguito alla conquista della Sardegna da parte dell'Impero romano, divenendo una fiorente città dotata di un importante porto e un centro dei traffici commerciali dell'Impero. Il sito di Cornus, di origine cartaginese, rappresentò il centro della resistenza all'invasione romana per poi soccombere. In seguito alla conquista si sviluppò, poco distante dall'abitato antico, l'insediamento paleocristiano di Columbaris, nel quale si trovano tre basiliche e numerosi sarcofagi in pietra.
Con la caduta dell'Impero romano la Sardegna divenne, dopo un breve periodo sotto il dominio dei Vandali, una provincia dell'Impero bizantino fino a circa il 700 d.C. Il progressivo distacco dell'isola dall'orbita di Bisanzio portò alla formazione dei regni autonomi, i Giudicati. Il territorio della provincia di Oristano faceva parte del Giudicato di Arborea. La capitale del regno era inizialmente Tharros, ma fu trasferita a Oristano intorno al 1070 perché, trovandosi nell'interno, era più facilmente difendibile dagli attacchi provenienti dal mare. Del periodo giudicale il regnante più conosciuto è Eleonora d'Arborea, che dotò il regno di un codice di leggi, la Carta de Logu, che venne applicato fino all'avvento dello Statuto Albertino. Il Giudicato di Arborea finì giuridicamente nel 1420, con la vendita del restanti territori sardi alla Corona d'Aragona.
Dopo il 1720 il Regno di Sardegna verrà ceduto definitivamente ai Savoia e, nel 1848, con l'istituzione della Divisione di Cagliari, verrà creata la Provincia di Oristano, che avrà una superficie di 2535 km². Nel 1974, dopo un periodo in cui il territorio faceva parte della provincia di Cagliari, venne istituita la provincia di Oristano che, nel 2001, in seguito a una legge regionale, venne ampliata del territorio di dieci comuni, assumendo le attuali dimensioni territoriali e di popolazione.
In seguito ai referendum del 2012 e al progetto di abolizione o riforma delle province in Sardegna, approvato dal Consiglio Regionale il 24 maggio 2012, secondo gli attuali intendimenti della Regione la Provincia di Oristano dovrebbe dar vita a un nuovo ente amministrativo o essere abolita il 1º marzo 2013, scadenza poi prorogata al 1º luglio 2013. In tale data tuttavia la provincia non è stata commissariata come capitato a 5 delle 8 province sarde, e prosegue così la sua regolare attività istituzionale.

Alla provincia di Oristano sono stati concessi uno stemma e un gonfalone con decreto del presidente della Repubblica del 10 settembre 1982.

Il gonfalone è un drappo di bianco.

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Quelle: Text: Wikipedia – „Provincia di Oristano“, Autorinnen und Autoren (Versionsgeschichte), CC BY-SA 4.0 · Foto: Gianni Careddu, CC BY-SA 4.0 – Wikimedia Commons