Gedichte · Fiorentino ·

In morte del fratello Giovanni

Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo

Di gente in gente, me vedrai seduto

Sulla tua pietra, o fratel mio, gemendo

Il fior de’ tuoi gentili anni caduto.

5La madre or sol, suo dì tardo traendo,

Parla di me col tuo cenere muto;

Ma io deluse a voi le palme tendo,

E sol da lunge i miei tetti saluto.

Sento gli avversi numi e le secrete

10Cure che al viver tuo furon tempesta,

E prego anch’io nel tuo porto quïete.

Questo di tanta speme oggi mi resta!

Straniere genti, almen l’ossa rendete

Allora al petto della madre mesta.

— Ugo Foscolo

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Quelle: Ugo Foscolo († 1827) · gemeinfrei · Wikisource