Heimatgeschichte · Gorizia ·

Gorizia: Storia

Gorizia: Storia

=== Età antica ===

Più o meno nell'area dove attualmente si trova la città di Gorizia, in epoca romana sorgevano, fin dal I secolo a.C., due vici, Castrum Silicanum, da cui trasse la moderna Salcano, e Pons Aesontii o (Pons Sontii), corrispondente alla moderna località di Mainizza, come indicato sulla Tabula Peutingeriana.
Qui sorgeva una mansio della via Gemina nel punto in cui questa strada romana, che collegava Aquileia ad Aemona (la moderna Lubiana)., attraversava il fiume Isonzo. È possibile che nella zona fosse situata, nel XV secolo a.C., Noreia, capitale dell'antica regione del Norico.

Il nome di Gorizia compare per la prima volta nell'anno 1001 nella già citata donazione imperiale che Ottone III di Sassonia fece redigere a Ravenna, mediante la quale il sovrano sassone cedeva il castello di Salcano e la villa denominata Goriza a Giovanni IV di Ravenna, patriarca di Aquileia, e a Guariento, conte del Friuli.

La località di Goriza è ricordata successivamente, nel 1015, su un altro documento, con queste parole: Medietatem unius villae que sclavonica lingua vocatur Goriza (it. "la metà del villaggio che in lingua slava è detto Goriza"). La famiglia degli Eppenstein ressero Gorizia fino al 1090. A partire da tale data la città fu governata prima dai Mosburg, poi dai Lurngau, una famiglia originaria della Val Pusteria imparentata con i conti palatini di Baviera.
Con costoro si accrebbe la popolazione della città, costituita in massima parte da friulani (artigiani e mercanti), tedeschi (impiegati nell'amministrazione pubblica) e sloveni (agricoltori), con questi ultimi insediati principalmente nelle zone periferiche e nei centri rurali limitrofi.

Ciò permise alla contea, nel suo periodo di massimo splendore (corrispondente alla seconda metà del XIII e ai primi decenni del XIV secolo) di estendersi su gran parte del nord est italiano (tant'è che comprese per un breve periodo anche le città di Treviso e Padova in Veneto), sulla parte occidentale dell'odierna Slovenia, sull'Istria cosiddetta "interna" (la contea di Pisino) e su alcune zone del moderno territorio austriaco (Tirolo e Carinzia). I conti avevano fissato la propria residenza abituale nella città austriaca di Lienz, mentre a Merano si trovava la principale zecca dello Stato.
Durante il regno di Enrico II (1304-1323) l'abitato di Gorizia, che ormai aveva acquisito delle connotazioni tipicamente urbane, ottenne il titolo di città. Nei primi decenni del secolo successivo l'assorbimento del principato patriarcale di Aquileia da parte della Repubblica di Venezia indusse i conti di Gorizia ad adottare una politica in equilibrio tra la Casa d'Asburgo e la repubblica veneta. Il passo politico verso la Repubblica di Venezia fu obbligato per la caduta del patriarcato di Aquileia. Gorizia chiese infatti al doge veneziano l'investitura feudale (1424) per i territori comitali concessi in precedenza al Conte dal Patriarca.
Con tale atto Gorizia si ritrovò nell'ambigua posizione di vassalli della Repubblica di Venezia, Stato successore del Patriarcato, per quanto riguardava alcuni feudi friulani oltre l'Isonzo, e vassalli dell'Imperatore asburgico per quanto concerneva i territori storicamente costituenti l'antica contea. Nel 1455 vennero incorporati a Gorizia, mediante l'estensione dei privilegi cittadini, anche i quartieri non compresi nelle mura difensive, della zona meridionale (la cosiddetta Città bassa), che erano abitati in parte da sloveni. …

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Quelle: Text: Wikipedia – „Gorizia“, Autorinnen und Autoren (Versionsgeschichte), CC BY-SA 4.0 · Foto: Stefano, CC BY-SA 2.0 – Wikimedia Commons