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Provincia di Macerata: Storia

Provincia di Macerata: Storia

=== Dall'antichità all'alto Medioevo ===
Il territorio dell'attuale provincia di Macerata non costituì, prima dell'età contemporanea, un'unità politica o amministrativa omogenea. La sua storia si sviluppò intorno a diversi centri della fascia costiera, delle vallate del Chienti e del Potenza e dell'area appenninica, riuniti entro una medesima circoscrizione provinciale soltanto nel XIX secolo.
Nell'età del ferro gran parte dell'attuale territorio provinciale rientrava nell'area della civiltà picena, documentata archeologicamente da numerose necropoli. Fra i siti più significativi del Maceratese figurano le necropoli di Pitino, presso San Severino Marche, di Moie di Pollenza e di Tolentino. A partire dal III secolo a.C. il territorio piceno venne progressivamente incorporato nello Stato romano e profondamente romanizzato.
Fra i principali centri antichi dell'odierna provincia ebbe particolare importanza Camerinum, capitale dei Camerti. La città concluse un'alleanza con Roma nel 310 a.C., mantenendosi fedele durante la seconda guerra punica e le guerre contro i Cimbri; dopo la guerra sociale divenne municipio.
La dissoluzione dell'ordinamento romano determinò una lunga trasformazione degli assetti politici. Dopo la guerra gotica, Camerino entrò nel 553 nell'esarcato bizantino di Ravenna; conquistata dai Longobardi nel 592, diede il nome a un ducato successivamente incorporato nel Ducato di Spoleto. Con la conquista franca, Carlo Magno fece di Camerino il centro di una marca che si estendeva dall'Appennino verso l'Adriatico.

Tra il pieno e il basso Medioevo il territorio dell'attuale provincia rimase politicamente articolato fra numerosi comuni, signorie e domini ecclesiastici. Macerata si costituì in libero comune nel XII secolo e, alla fine dello stesso secolo, durante il pontificato di papa Innocenzo III, riconobbe l'autorità della Chiesa insieme ad altre città della Marca di Ancona.
Diversa fu la vicenda di Camerino, che dopo il 1198 entrò nell'orbita dello Stato Pontificio conservando una considerevole autonomia. Schierata nel XIII secolo con la parte guelfa contro gli Svevi, la città fu distrutta nel 1259 dalle truppe di Manfredi di Sicilia. La ricostruzione fu legata all'ascesa dei Da Varano, la cui signoria si consolidò nei decenni successivi e, salvo alcune interruzioni, durò sino al 1545.
Nel corso del XIV e XV secolo anche Macerata risentì dell'indebolimento dell'autorità pontificia nella Marca. La città fu soggetta per alcuni periodi a poteri signorili e conobbe, tra gli altri, il dominio dei Da Varano e quello di Francesco Sforza, che controllò una parte considerevole della Marca nella prima metà del Quattrocento. Dopo il 1445 Macerata tornò stabilmente sotto il governo pontificio.
Camerino rimase invece sotto i Da Varano fino alla metà del XVI secolo, fatta eccezione per il periodo comunale del 1434-1444 e per la breve parentesi del 1502-1503, quando papa Alessandro VI la eresse in ducato per Giovanni Borgia. Nel 1545 la città e il suo territorio furono infine assoggettati direttamente alla Santa Sede.
La progressiva stabilizzazione del governo pontificio non cancellò le autonomie locali. I numerosi centri del Maceratese continuarono a possedere propri ordinamenti, magistrature e statuti, mentre Macerata assunse un ruolo crescente nell'amministrazione della Marca. …

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Quelle: Text: Wikipedia – „Provincia di Macerata“, Autorinnen und Autoren (Versionsgeschichte), CC BY-SA 4.0 · Foto: Carlo torresi, CC BY-SA 3.0 – Wikimedia Commons