Provincia di Como: Storia
=== Preistoria ===
Le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio dell’attuale provincia di Como risalgono al Paleolitico medio. Tra i siti di maggiore interesse archeologico figura la Grotta dell’Orso, situata presso Erbonne, nel territorio di San Fedele Intelvi, dove sono stati rinvenuti reperti attribuibili alla frequentazione di gruppi di Neanderthal databili a circa 50 000-60.000 anni fa.
Ulteriori testimonianze paleolitiche provengono dal sito del Buco del Piombo, nel territorio di Erba, frequentato nel corso del Paleolitico superiore da gruppi di cacciatori-raccoglitori. Alla stessa fase cronologica appartengono alcuni manufatti litici rinvenuti nell’alta valle del Cosia, che attestano la presenza di comunità dedite prevalentemente alla caccia e allo sfruttamento stagionale delle risorse alpine e prealpine.
Al Mesolitico sono attribuiti i reperti rinvenuti presso Erbonne e sul monte Cornizzolo, riconducibili a frequentazioni stagionali di gruppi di cacciatori. Tracce di insediamenti più stabili, databili al VI millennio a.C., sono invece documentate nell’area di Montano Lucino.
Con il Neolitico il territorio comasco fu interessato dai processi di neolitizzazione che coinvolsero l’intera pianura padana e le aree prealpine. Le comunità locali adottarono progressivamente l’agricoltura, l’allevamento e forme di insediamento più stabili. Materiali attribuibili alla cultura dei vasi a bocca quadrata e alle successive facies neolitiche sono stati rinvenuti a Montano Lucino e in altri siti dell’Italia nord-occidentale, in collegamento con le contemporanee culture documentate presso la Lagozza di Besnate, il lago di Varese e Bellinzona.
L’Eneolitico (o età del rame) è documentato da importanti ritrovamenti funerari nel territorio compreso tra il Triangolo Lariano e l’alta Brianza. Particolarmente significativa è la necropoli individuata presso Civate, databile alla seconda metà del III millennio a.C., caratterizzata da sepolture corredate da manufatti in rame, osso e pietra. Alla stessa fase appartiene la tomba a cassetta litica rinvenuta presso Canzo, nei pressi del lago del Segrino, contenente un ricco corredo composto da ornamenti metallici e strumenti litici.
Nel corso dell’età del bronzo (XVII-X secolo a.C.) il territorio fu interessato dallo sviluppo della cultura di Polada, diffusa nell’Italia settentrionale e caratterizzata da insediamenti palafitticoli e perilacustri. Tracce di tali frequentazioni sono state individuate nell’area dei laghi briantei, in particolare presso Bosisio Parini, il lago di Pusiano, il lago di Annone, il lago di Montorfano e Albate.
Alla media età del bronzo risale il cosiddetto ripostiglio di Ello, importante deposito di oggetti metallici costituito da armi e strumenti in bronzo, tra cui un elmo, spade, pugnali, asce e punte di lancia.
Durante il Bronzo recente si diffuse nell’Italia nord-occidentale la cultura di Canegrate, generalmente associata a gruppi di origine transalpina. Testimonianze della sua presenza nel territorio comasco sono state rinvenute ad Appiano Gentile. A questa fase viene attribuita l’introduzione e la progressiva diffusione del rito della cremazione, destinato a sostituire in larga misura l’inumazione.
Tra la fine dell’età del bronzo e l’inizio dell’età del ferro si sviluppò la cultura di Golasecca, una delle principali culture protostoriche dell’Italia nord-occidentale. …