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Provincia di Foggia: Storia

Provincia di Foggia: Storia

Tra la prima e la seconda guerra mondiale cinque comuni della provincia di Avellino furono annessi a quella di Foggia; nel 1927 Accadia e Orsara Dauno-Irpina (poi ridenominata Orsara di Puglia), nel 1929 Anzano degli Irpini (successivamente divenuto Anzano di Puglia) e Monteleone di Puglia, nel 1940 Rocchetta Sant'Antonio.
Nel 2004, fu istituita la provincia di Barletta-Andria-Trani, alla quale hanno aderito tre comuni precedentemente inclusi nella provincia di Foggia: Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli.

Stemma
Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 1º aprile 1938.

È uno scudo sannitico sovrastato da una cerchio d'oro gemmato da cui si dipartono due rami, rispettivamente di alloro e di quercia, simbolo del rango di Provincia. Lo stemma rappresenta, in campo di cielo, l'arcangelo Michele, al naturale, sostenente con la mano destra sollevata una spada d'argento e con la sinistra uno scudo d'argento caricato della croce d'oro, posto innanzi a una catena di monti al naturale, in piedi sopra campagna erbosa di verde, mentre schiaccia il demonio nelle sembianze di un serpente, pure al naturale.
Si tratta di una rielaborazione dello stemma dell'antica provincia della Capitanata. L'arcangelo Michele è il patrono della provincia di Foggia e a Monte Sant'Angelo sorge uno dei più importanti santuari dedicali a san Michele. Dal 1933 al 1943 era presente il capo del Littorio.

Gonfalone
Il gonfalone è un drappo d'azzurro caricato dello stemma provinciale e con l'iscrizione centrata, ovvero curvata verso l'alto, in oro: "Provincia di Foggia".

Bandiera
Drappo di azzurro con lo stemma della provincia rappresentato in forma di scudo sagomato con bordo d'oro, sormontato da una corona inusuale, d'oro intrecciata di verde con mazzetti di foglie di alloro alternati a mazzetti di foglie di quercia, al posto dei consueti fioroni.

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Quelle: Text: Wikipedia – „Provincia di Foggia“, Autorinnen und Autoren (Versionsgeschichte), CC BY-SA 4.0 · Foto: Francesco Ippolito, CC BY-SA 3.0 – Wikimedia Commons